Teddy Bear's Blog

June 25, 2010

C'è un solo grande punto.

Filed under: by Alex Arnz @ 19:01

Nella vita c'è un solo grande punto. Tutto il resto sono virgole, punti e virgole, qualche puntino di sospensione, alcuni interrogativi, pochi esclamativi; ogni tanto qualche congiunzione varia. Molti soggetti, complementi oggetti, tanti verbi, indicativi, presenti, futuri, passati e trapassati, imperfetti. Qualche congiuntivo, qualche condizionale (in genere sbagliati), imperativi sparsi qua e là, verbi transitivi, ma soprattutto riflessivi. Di punti, però, ne rimane uno solo. Alla fine.

June 22, 2010

Discorsi tra uomini e donne.

Filed under: by Alex Arnz @ 16:49

Lei: mi piace quando un uomo cucina per me.
Io: amo quando una donna capisce la differenza tra affetto e un servizio gratuito di catering.

June 8, 2010

Movimentazione

Filed under: by Alex Arnz @ 11:09

[Storia Ricordo]

Una delle attività delle quali eravamo coinvolti, in quel periodo, era di spostare interi uffici, (il materiale tecnologico, ovviamente) da una stanza all'altra, oppure da un palazzo all'altro se non addirittura da una città ad un'altra; ogni volta il tutto doveva essere coordinato con la sede centrale, nel nostro caso con il Datacenter Internazionale. Il nostro responsabile, con le sue enormi capacità lessicali soprattutto nella lingua di Albione, era colui che era addetto agli avvisi ai colleghi stranieri.

Visto che lui mastica l'Inglese come l'Italiano, spesso si fa aiutare dai traduttori online. Che hanno un notevole pregio: Se non conoscono una parola, la lasciano invariata (non tradotta), ma scrivendola tutta in maiuscolo.

Parte la prima email:

We will made the TRASLOCCO in Turin, this saturday

Ovviamente il traduttore non conosce parole che sono sbagliate anche in Italiano. La vetta però fu raggiunta qualche giorno dopo, quando dovette scrivere che aveamo traslocato. Si accorse che il traduttore non riusciva a fare il participio passato del suo verbo traslocare, quindi adottò il classico stratagemma: "in inglese il participio passato è sempre (??) il verbo normale (!!!) con l'aggiunta di "ed" in fondo (!!!!!!)". Quindi, quel sabato sera, scrisse l'email di conferma che tutto il lavoro venne eseguito senza problemi. La prima frase diceva:

The activity in Turin is done. We have TRASLOCCOED

May 30, 2010

I limiti di Facebook.

Filed under: by Alex Arnz @ 01:55

Ogni tanto mi accorgo che Facebook ha dei grossi limiti. No, non sto parlando di privacy. Non me ne frega niente. Tutto ciò che scrivo può essere letto da chiunque. Mi ritengo abbastanza intelligente per saper giudicare ciò che posso/voglio scrivere su una bacheca che può essere letta da chiunque e da chiunque conosca quel chiunque, e da chiunque conosca il chiunque che conosce il chiunque. Non ho nulla da nascondere di ciò che scrivo. Se voglio che qualcosa non si sappia in giro, evito di scriverlo su un sito nato per far sapere le cose in giro. Non sono tanto idiota da usare un megafono per urlare i miei segreti e poi dire "toh, l'ha sentito pure qualcuno che non volevo sentisse". Non mi importa che tra trent'anni qualcuno sia in grado di collegare qualche mia frase alla mia persona, anzi. Non mi importa che il mio capo può controllare ciò che faccio o che scrivo, mi conosce e mi apprezza come persona. Sa che cazzeggio volentieri su Facebook, non ho il timore di essere giudicato da lui. Anche lui è una persona intelligente. È diverso da me, molto diverso. Abbiamo litigato spesso, ma continuiamo a lavorare insieme, senza mai portare rancore. Ognuno conosce il valore dell'altro, sia come persona che come collega che come lavoratore. Ci sono cose che di lui non mi piacciono, ci sono cose di me che a lui non piacciono. Siamo persone, non robot.

Allo stesso modo se volessi dire ad una persona che è un'idiota, andrei da lui/lei e glielo direi apertamente. Se volessi dirlo. Alle volte non ho voglia di dirlo oppure ci sono situazioni in cui è meglio non farlo. Ovviamente in queste ultime non utilizzerei certo un mezzo come Facebook per insultare qualcuno e poi dire "oh, nooooooo, non volevo che lui/lei lo venisse a sapere".

Sono intelligente. Non sono stupido.

I limiti di cui parlavo prima, sono nella lunghezza del messaggio di status. È la terza volta in pochi giorni che voglio scrivere un messaggio lungo e per la terza volta cozzo contro il limite. Quattrocentoventi caratteri. Me ne avessero dati quattrocentotrenta, sarebbe stato meglio. Così mi tocca sempre tornare indietro, cambiare qualche virgola, usare qualche sinonimo, troncare alcune congiunzioni ed infine rileggendo ciò che ho scritto, mi ritrovo con una frase bella, ma che non mi comunica l'intensità che avrei voluto. Alle volte una "e", una virgola in più, al posto giusto, danno più forza. Però non si può. Mi lamento qui, ma non insisto. Non sono un poeta, sono solo una persona che ogni tanto ha qualcosa da dire ed ha l'impressione che poteva dirla in modo più intenso. Pazienza. Facebook non è la mia vita, se non mi da più spazio non ne faccio un dramma. Sono solo piccole frasi a disposizione di chi mi conosce e di chi non mi conosce. Alla maggiorparte di loro (dei primi e dei secondi ancorpiù), non gliene frega nulla. A ragione. Qualcuno dice "mi piace", qualcuno mette un piccolo piacevole commento. Nulla di più.

La frase di stasera avrebbe voluto essere così:
Se potessi tornare indietro, lo rifarei soltanto per poter rivivere le stesse gioie, ma con più intensità. Non sarebbe per cancellare gli errori, perché questi mi hanno fatto diventare ciò che sono. Io sono frutto di gioia e di dolore, di errori e di vittorie, di sconfitte e di sogni realizzati, di delusioni e di aspettative. Non sono perfetto e non sono il migliore, ma sono vero, sincero. E nessuno è meglio di me.

February 22, 2009

Parole, parole.

Filed under: by Alex Arnz @ 21:19

Sono stanco. Sono stanco di parlare con la maggiorparte delle persone che ho intorno. Parli e vedi le tue parole svanire nell'aria senza neanche arrivargli vicino. È importante sempre solo quello che loro dicono o vorrebbero dire, perché in genere queste persone non sono in grado di comporre una frase di senso compiuto. Eppure ci vuole poco: soggetto, verbo, complemento oggetto. Non ci riescono e quando con tutto il tuo impegno ti sforzi a tradurre quello che hanno detto, in un linguaggio a te compresibile, ti cadono letteralmente le braccia.

Ci sono poi persone (pochissime) con le quali basta uno sguardo. Alle volte anche le parole superflue, ci si capisce immediatamente anche senza pronunciare verbo. Persone con le quali ti senti in sintonia anche stando semplicemente in silenzio.

... e sono queste le persone con le quali amo parlare.

October 28, 2008

I've been a restless, for a long, long time ...

Filed under: by Alex Arnz @ 21:37

I've been a restless, for a long, long time
Tryin' to find a home for this heart of mine
The nights are lonely, and the days are long
It's hard to find a reason, to carry on...